Funghi nelle foreste dell'Aveto
Informazioni pratiche e di sicurezza per i fungaioli
Nei boschi intorno al rifugio — come in gran parte dell'entroterra del Levante — per raccogliere funghi serve un tesserino, e in alcune zone la raccolta è vietata del tutto: nella Riserva delle Agoraie, alle pendici del Monte Aiona, è proibito perfino entrare. Intorno al rifugio il tesserino è quello del Consorzio Monte Aiona; nelle foreste regionali Lame, Penna e Zatta serve quello del Parco dell'Aveto. Gli Ispettorati Micologici delle ASL controllano gratuitamente i funghi raccolti — il più vicino è a Chiavari (ASL 4). Al rifugio non facciamo da guida micologica: se non avete esperienza, il nostro consiglio è semplice — non raccogliete.
Le condizioni in bosco in questo momento
Una stima delle condizioni di crescita (calcolata dal meteo recente) e le previsioni, in due riquadri. Sono indicazioni orientative.
Previsioni 3 giorni
Dove si può raccogliere — e dove è vietato
Qui intorno, che ci risulti, non ci sono boschi "liberi": ogni zona o è vietata o ha il suo ente e il suo tesserino. I confini in genere sono tabellati, ma non fidatevi solo dei cartelli: prima di partire, controllate in che zona andrete.
Riserva delle Agoraie — vietato entrare. La riserva sulle pendici del Monte Aiona, dentro la Foresta delle Lame (lato Rezzoaglio), è chiusa al pubblico: ci si entra solo con le visite organizzate autorizzate dai Carabinieri. Entrare a cercare funghi è un reato — nel 2020 uno ci ha provato ed è stato denunciato. Info sulla pagina della riserva.
Boschi del Consorzio Monte Aiona (Borzonasca), incluso Prato Mollo. Serve il tesserino del Consorzio e, ad agosto 2026, la raccolta è vietata lunedì, giovedì e venerdì; i soci del Consorzio hanno regole loro. Contatti e aggiornamenti sulla pagina del Consorzio.
Foreste regionali Lame, Monte Penna e Monte Zatta. Serve il tesserino del Parco dell'Aveto e si raccoglie solo martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica — vale per tutti, residenti compresi. (Una volta i residenti uscivano tutti i giorni; oggi resta solo lo sconto sul tesserino.) Con allerta meteo rossa o arancione la raccolta è vietata, e nelle annate troppo secche il Parco può sospenderla del tutto — è già successo. E occhio: la Riserva delle Agoraie è dentro la Foresta delle Lame, ma lì il tesserino non vale — la riserva è chiusa a tutti.
Ogni tesserino vale solo nel suo territorio. Basta passare un crinale per finire nei boschi di un altro consorzio — Alta Valle Sturla, Val Penna, la zona di Rezzoaglio — dove quello di Borzonasca non vale. Guardate i cartelli, e occhio ai calendari: il giovedì, per esempio, nelle foreste regionali si raccoglie, nei boschi del Consorzio no.
Tesserino: obbligatorio, locale, da verificare ogni stagione
Sono due tesserini diversi — controllate prima in quale zona andrete. Ad agosto 2026 il giornaliero delle foreste regionali costa €10 (€5 per i residenti dei comuni del Parco; settimanale €35/€15, mensile €100/€35, annuale €150/€70 — tariffe complete); quello del Consorzio Monte Aiona, per chi non è residente, €15 (eccolo su GeoTicket; le altre tariffe sono sulla pagina del Consorzio).
Dove comprarli:
- Online su GeoTicket — vale per entrambi i tesserini, e il sito mostra anche, giorno per giorno, se la raccolta è aperta.
- Tesserino del Parco: in bar e tabaccherie convenzionati, oppure agli uffici del Parco.
- Tesserino del Consorzio: al bar Poker di Borzonasca o al caffè Segafredo di Borgonovo — e probabilmente in altri bar della zona.
Le regole in sintesi (salvo dove indicato, valgono in entrambe le zone):
- Massimo 3 kg a testa al giorno; per gli ovoli (Amanita caesarea) massimo 1 kg.
- È vietato raccogliere ovoli chiusi (con le lamelle non ancora visibili) — è proprio lo stadio in cui si confondono con le Amanite mortali.
- È vietato raccogliere boleti (porcini e specie affini) con il cappello più piccolo di 4 cm.
- Si raccoglie solo di giorno, dall'alba al tramonto.
- Giorni (ad agosto 2026): nelle foreste regionali si raccoglie martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica; nei boschi del Consorzio è vietato lunedì, giovedì e venerdì. Prima di partire date un'occhiata a GeoTicket; sul posto valgono i cartelli.
- Niente sacchetti di plastica né rastrelli o uncini che rovinano il sottobosco.
- Nelle foreste regionali (terreni demaniali) non pagano i minori di 14 anni accompagnati (il loro raccolto conta nel limite dell'accompagnatore) e gli over 75 (con documento).
- Ogni anno il Parco può fissare le date di inizio e fine raccolta: indicativamente da tarda primavera a novembre, con il picco tra settembre e novembre.
Raccogliere senza tesserino, in un giorno di divieto o in una zona vietata espone a sanzioni e alla confisca del raccolto.
Controllo micologico gratuito — usatelo
Le ASL liguri hanno un Ispettorato Micologico che esamina gratuitamente i funghi dei privati: un micologo guarda il raccolto fungo per fungo e scarta quello che è pericoloso. È il modo più sicuro che c'è per verificare un cesto di funghi — e non costa niente.
L'ispettorato più vicino al rifugio è a Chiavari (ASL 4); per chi rientra verso Genova c'è l'ASL 3. Il servizio funziona in stagione — in autunno per l'ASL 4, da prima per l'ASL 3 — e sedi e orari cambiano ogni anno: controllateli sulle loro pagine prima di mettervi in macchina. Se non potete far controllare il raccolto, non mangiatelo.
Come portare i funghi:
- In contenitori aerati (cestino, cassetta): mai in sacchetti di plastica.
- Interi, con gambo e cappello: la base del gambo serve a riconoscere le Amanite mortali.
- Portate tutto il raccolto, non un campione. Ciò che risulta non commestibile viene trattenuto.
Specie pericolose da conoscere — non mangiare
Nei boschi dell'Aveto crescono anche funghi mortali. Questa non è una guida al riconoscimento: se anche un solo fungo del cesto può essere fra questi, portate tutto all'Ispettorato ASL prima di cucinare qualsiasi cosa — e se l'Ispettorato non è attivo, non cucinateli affatto. E le "prove" casalinghe — l'aglio che annerisce, il cucchiaio d'argento, "lo mangiano gli animali" — non dicono nulla sulla commestibilità.
| Specie | Nome comune | Perché conta | ||
|---|---|---|---|---|
| Amanita phalloides | Tignosa verdognola / falloide | MORTALE. Causa la grande maggioranza degli avvelenamenti fatali. Si confonde con Russula virescens (verdone), Tricholoma equestre (a sua volta vietato - vedi sotto) e ovoli giovani. Le tossine resistono a cottura, essiccazione e congelamento: un solo cappello può uccidere. | ||
| Amanita virosa / A. verna | Angelo distruttore (virosa), tignosa di primavera (verna) | MORTALE. Stesse tossine della falloide. Tutta bianca: si confonde con prataioli giovani. | ||
| Cortinarius orellanus | Cortinario | MORTALE, AD EFFETTO RITARDATO. Danneggia i reni con sintomi che compaiono da 3 fino a 20 giorni dopo. Quando si sta male, il danno è fatto. | ||
| Galerina marginata | Falso chiodino | MORTALE. Stesse amatossine della falloide. Cresce a ciuffi sul legno morto, proprio come i chiodini con cui viene confusa. | ||
| Tricholoma equestre | Fungo del cavaliere | PERICOLOSO. A lungo ritenuto sicuro, oggi associato a casi fatali di rabdomiolisi: dal 2002 in Italia raccolta, commercializzazione e conservazione sono vietate per ordinanza ministeriale. | ||
| Amanita muscaria | Ovolo malefico | TOSSICA. Il fungo rosso a pois bianchi: provoca sintomi neurologici anche gravi. | ||
| Rubroboletus satanas (ex Boletus satanas) | Boleto di Satana | GRAVEMENTE TOSSICO. I meno esperti lo scambiano per un porcino. Violenti disturbi gastrointestinali. |
Non mangiate nessun fungo che non sia stato identificato con certezza. Nel dubbio decide il micologo dell'ASL, non voi — il controllo è gratuito. Usatelo.
Specie commestibili comuni in Val d'Aveto
I boschi della Val d'Aveto sono famosi per i porcini. Specie comuni, solo per riferimento:
- Porcini — Boletus edulis, B. aereus (porcino nero), B. pinophilus (pinicola), B. reticulatus
- Galletti / Finferli — Cantharellus cibarius (attenzione al tossico Omphalotus olearius, molto simile)
- Ovoli buoni — Amanita caesarea (massimo 1 kg; mai raccoglierli chiusi: è lo stadio in cui si confondono con le Amanite mortali)
- Steccherino dorato (dentini) — Hydnum repandum
- Chiodini — Armillaria mellea (sosia mortale: Galerina marginata, anch'essa a ciuffi sul legno)
- Mazze di tamburo — Macrolepiota procera (da giovani si confondono con le piccole Lepiota, mortali)
Attenzione: "commestibile" non significa "commestibile da crudo". I chiodini, ad esempio, vanno prebolliti 15–20 minuti buttando l'acqua — anche prima di metterli in freezer. Cuocete sempre bene i funghi selvatici e mangiateli presto, senza esagerare e solo se in buono stato; niente funghi selvatici a bambini piccoli, donne in gravidanza e persone fragili.
Niente mappe né "posti migliori", per scelta: la conoscenza dei luoghi appartiene a chi li vive da decenni. Camminate, osservate con calma — e, se raccogliete, fate controllare tutto all'Ispettorato ASL.
La sicurezza in bosco: nessun fungo vale una vita
Cercare funghi è un'attività di montagna, spesso su pendii ripidi e fuori sentiero: gli incidenti più gravi non sono gli avvelenamenti, sono le cadute.
Le regole del Soccorso Alpino — più una nostra:
- Scarponi da montagna, non stivali di gomma.
- Vestiti ad alta visibilità, mai mimetici: se vi cercano, devono vedervi.
- Dite a qualcuno dove andate e quando contate di tornare.
- Telefono carico; se attivate il tracciamento, l'app gratuita GeoResQ manda la vostra posizione ai soccorsi anche con poco segnale (senza segnale non può trasmettere).
- Niente bosco con temporali, nebbia o allerta meteo — con allerta rossa o arancione la raccolta nelle foreste del Parco è vietata, e ovunque è una pessima idea.
- Vicino alla vetta del Monte Aiona la bussola non è affidabile (la roccia qui è magnetica — questa è la nostra): non usatela come unico riferimento.
- Meglio non da soli; portate torcia, telo termico, giacca impermeabile, acqua.
- Non andate dove non andreste senza funghi in vista: nessun porcino vale un pendio esposto.
Se vi perdete o vi fate male: fermatevi, chiamate il 112 e restate dove siete.
Sintomi o sospetto di avvelenamento: cosa fare
Nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, confusione, sete insolita o urine scarse nelle ore — o nei giorni — dopo aver mangiato funghi selvatici? Fate queste cinque cose:
- Chiamate subito il 112, dite che sospettate un avvelenamento da funghi e fatevi mettere in contatto con un Centro Antiveleni (risponde 24 ore su 24). Se il sospetto è serio, chiamate anche prima che arrivino i sintomi.
- Portate in ospedale tutti i resti: funghi crudi avanzati, cotti, scarti di pulizia; se c'è stato vomito, anche quello. L'identificazione della specie cambia la terapia.
- Non aspettate che i sintomi peggiorino: le tossine più gravi agiscono con 6–48 ore di ritardo, il Cortinarius orellanus fino a 20 giorni. Se i disturbi arrivano più di 6 ore dopo il pasto, ditelo subito ai medici: è un campanello d'allarme. E se dopo i primi sintomi vi sentite meglio, non vuol dire che sia passata — non lasciate l'ospedale di testa vostra.
- Niente rimedi casalinghi e niente vomito autoindotto: non esistono antidoti fai-da-te — le terapie esistono solo in ospedale.
- Avvisate subito chi ha mangiato gli stessi funghi. Anche se si sente bene, deve andare in ospedale con voi.
Aver mangiato poco e sentirsi bene non è una rassicurazione: alcune tossine lavorano in silenzio.
Avvertenza di responsabilità
Queste informazioni sono un servizio ai visitatori del rifugio e del Parco dell'Aveto. L'indicatore delle condizioni è una stima di carattere generale: non identifica specie, non certifica raccolti, non consiglia la raccolta.
Il rifugio è un rifugio: non siamo micologi né guide. Non identifichiamo funghi, non indichiamo luoghi di raccolta e non rispondiamo dei raccolti, degli itinerari seguiti né dei mezzi usati per arrivare quassù.
Sconsigliamo la raccolta a chi non sa con certezza quello che sta facendo. Se non sapete identificare ciò che avete raccolto, portatelo all'Ispettorato ASL — è gratuito — oppure non raccogliete e non mangiate. Nessun cesto vale un'intossicazione, una caduta o un intervento del Soccorso Alpino.
Chi raccoglie lo fa esclusivamente sotto la propria responsabilità e nel rispetto delle norme vigenti. Per tesserini e zone: Consorzio Monte Aiona o Parco dell'Aveto. Per le emergenze: 112.
Link utili
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Parco dell'Aveto — Per funghi nel ParcoExternal link
Regole e tesserino delle foreste regionali Lame, Penna e Zatta
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Parco dell'Aveto — consigli per la stagioneExternal link
Raccomandazioni del Parco per la raccolta (avviso 2021)
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Consorzio Monte AionaExternal link
Contatti ufficiali del consorzio (Città Metropolitana di Genova)
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Riserva Naturale Statale delle AgoraieExternal link
Perché la riserva è chiusa al pubblico
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ASL 4 Chiavarese — Ispettorato MicologicoExternal link
Avviso stagionale del controllo funghi — verificate che sia quello dell'anno in corso
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ASL 3 Genovese — Controllo funghi epigeiExternal link
Sedi, orari e recapiti per chi rientra verso Genova
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GeoTicketExternal link
Tesserini online; mostra giorno per giorno se la raccolta è aperta o chiusa nelle aree della zona
-
Parco dell'Aveto — Regolamento foreste regionali 2024External link
Giorni, quantità e tariffe ufficiali del tesserino (PDF)
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Soccorso Alpino e Speleologico LiguriaExternal link
I consigli di sicurezza per i fungaioli (articolo su Radio Aldebaran)
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Centro Antiveleni — Ospedale NiguardaExternal link
Linea antiveleni attiva 24 ore su 24
Domande frequenti
Serve un tesserino per raccogliere funghi vicino al Rifugio Monte Aiona?
Sì, sempre — almeno per quanto ne sappiamo: qui intorno non ci sono boschi a raccolta libera. Il tesserino è quello del Consorzio Monte Aiona (Borzonasca) oppure, nelle foreste regionali Lame, Penna e Zatta, quello del Parco dell'Aveto. Ad agosto 2026 il giornaliero per chi non è residente costa €15 nel Consorzio e €10 nelle foreste regionali; le tariffe aggiornate sono su GeoTicket e sulle pagine degli enti — i collegamenti sono nella sezione Link utili.
Si possono raccogliere funghi nella Riserva delle Agoraie?
No: nella riserva è vietato perfino entrare, salvo autorizzazione dei Carabinieri Forestali. Cercare funghi lì è un reato — nel 2020 un fungaiolo entrato nella riserva è stato individuato e denunciato.
Dove posso far controllare gratuitamente i funghi raccolti in Liguria?
Agli Ispettorati Micologici delle ASL, gratuiti per i privati. Il più vicino al rifugio è quello dell'ASL 4 Chiavarese, a Chiavari, attivo tipicamente in autunno; sedi e orari aggiornati sono sulla pagina ufficiale — il collegamento è nella sezione Link utili. Portate tutto il raccolto in contenitori aerati, mai in sacchetti di plastica.
Qual è il limite giornaliero di raccolta nel Parco dell'Aveto?
Massimo 3 kg a testa al giorno, con un sotto-limite di 1 kg per gli ovoli (Amanita caesarea) e il divieto di raccogliere boleti con cappello sotto i 4 cm. Si raccoglie solo di giorno, nei giorni consentiti dalla zona: nelle foreste regionali martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica (regola uguale per tutti); nei boschi del Consorzio Monte Aiona il divieto è lunedì, giovedì e venerdì. Rispettate i cartelli.
Quali funghi pericolosi crescono nei boschi dell'Aveto?
Nell'Appennino ligure crescono diverse specie mortali, fra cui Amanita phalloides (tignosa verdognola), Amanita virosa, Galerina marginata e Cortinarius orellanus; a queste si aggiunge il gravemente tossico Rubroboletus satanas (ex Boletus satanas). La falloide somiglia a diverse specie commestibili e causa la maggior parte degli avvelenamenti fatali. Nel dubbio, portate tutto all'Ispettorato ASL: è gratuito.
Cosa fare in caso di sintomi o sospetto avvelenamento da funghi selvatici?
Chiamate subito il 112 e dite che sospettate un avvelenamento da funghi. Portate in ospedale tutti i resti — crudi, cotti, scarti di pulizia — e non aspettate che i sintomi peggiorino: le tossine più gravi agiscono con 6–48 ore di ritardo, il Cortinarius orellanus fino a 20 giorni.
Si può salire al rifugio in auto per cercare funghi?
Sì, con un mezzo adatto: da Prato Sopralacroce sono circa 10 km di strada stretta, in gran parte sterrata — meglio un mezzo alto da terra o un 4x4. Si arriva anche a piedi o in mountain bike: i percorsi sono nella pagina Come arrivare.
Il rifugio identifica i funghi o consiglia dove raccoglierli?
No. Non identifichiamo funghi, non consigliamo luoghi e non certifichiamo raccolti — e non abbiamo più informazioni di quelle pubblicate su questa pagina. Per l'identificazione c'è l'Ispettorato ASL; per tesserini e zone il Consorzio e il Parco. Per le condizioni del momento, invece, potete scriverci su WhatsApp.
Com'è la situazione? Scriveteci su WhatsApp
Per tesserini, zone e controlli non sappiamo più di quello che leggete in questa pagina: fate riferimento agli enti della sezione Link utili. Per le condizioni a Pratomollo e nei dintorni, invece, potete scriverci su WhatsApp: rispondiamo appena riusciamo. Vi chiediamo solo di non telefonare per i funghi — in stagione, col rifugio pieno, spesso al telefono non riusciamo proprio a rispondere. Per le emergenze c'è sempre il 112.
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